VIA MARGARITONE, 32 - 52100 AREZZO

Aderente a

FRANTOIANI D'ITALIA

(Assoc. Nazionale Riconosciuta con D.M.  MIPAF

Del 10/05/2001 pubb. Nella G.U del 18/09/2001)

                                                                                                                                                                                                                               AREZZO,  09 Agosto 2002 

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Circ.       /2002

ALLE AZIENDE ESERCENTI

L’ATTIVITA DI MOLITURA

DELLE OLIVE

LORO SEDI

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OGGETTO.  Regg. Cee 1019/2002  del 13 Giugno 2002.

 

 

La commissione delle Comunità  europee  ha emanato il regolamento in oggetto con nuove norme per la commercializzazione dell’olio di oliva.

 

Con il suddetto regolamento, fra le altre cose,  si  apportano modifiche alle regole per la etichettatura  e vengono imposte confezioni standard per la vendita al consumatore finale in imballaggi della capacità massima di cinque litri ed ermeticamente chiusi.

 

PARTE PRIMA NORME IN MATERIA DI ETICHETTATURA

 

Per quanto concerne le norme sull’etichettatura dell’olio d’oliva,  viene stabilito l’indicazione in etichetta in caratteri chiari e indelebili delle seguenti informazioni  sulla categoria dell’olio:

1)                             per l’olio extra vergene di oliva:  Olio extravergine di oliva: olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”;

2)                              per l'olio di oliva vergine: "olio d'oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici";

 

3)                             per l'olio di oliva - composto da oli d'oliva raffinati e da oli d'oliva  vergini:  "olio contenente esclusivamente oli d'oliva che hanno subito un processo di raffinazione e oli ottenuti direttamente dalle olive";

 

4)                             per l'olio di sansa di oliva: "olio contenente esclusivamente oli derivati dalla lavorazione del prodotto ottenuto dopo l'estrazione dell'olio d'oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive", oppure "olio contenente esclusivamente oli provenienti dal trattamento della sansa di oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive".

 

Designazione dell’origine 

(indicazione di un nome geografico sull’imballaggio o sulla etichetta ad esso acclusa)

 

La designazione dell’origine, può figurare in etichetta  unicamente per:

-         olio extravergine di oliva;

-         olio di oliva vergine;

allorché ricorrono le seguenti condizioni:

 

a livello regionale:

per gli oli che beneficiano di una denominazione di origine protetta (D.O.P.) o di una indicazione geografica protetta (I.G.P.) a norma del reg. CEE  nr. 2081/92.

 

Negli altri casi  la designazione dell’origine è costituita dalla indicazione di uno stato membro della  CEE  o della Comunità  o di un paese extra comunitario.

 

Il nome del marchio o dell’impresa non sono considerate designazione d’origine  solo nel caso in cui in conformità con la direttiva  89/104/CEE sia stata presentata domanda di registrazione del nome o del marchio  entro il 31.12.1998 o a norma del regolamento CEE 40/94 entro il 31/5/2002.

 

La designazione dell'origine che indica uno Stato membro o la Comunità corrisponde alla zona geografica nella quale le olive sono state raccolte e in cui è situato il frantoio nel quale è stato estratto l'olio.

 

   Nel caso che le olive siano state raccolte in uno stato diverso da quello in cui è ubicato il frantoio nel quale  è stato estratto l’olio la designazione dell’origine comporta la seguente dicitura:  "Olio (extra) vergine di oliva ottenuto in (designazione della Comunità o dello Stato membro interessato) da olive raccolte in (designazione della Comunità, o dello Stato membro o del paese interessato)".

         Nel caso di tagli di oli extra vergini di oliva o di oli di oliva vergini

  provenienti in misura superiore al 75% da uno stesso Stato membro o dalla

  Comunità, ai sensi del paragrafo 5, primo comma, può essere indicata l'origine

  prevalente, seguita dall'indicazione della percentuale minima, pari o

  superiore al 75%, che proviene effettivamente da tale origine prevalente.

 

        Per la indicazione della denominazione di origine, é obbligatorio aver ricevuto il riconoscimento dell’impianto di condizionamento ed essere in possesso del numero di identificazione alfanumerico dell’impianto stesso, da riportare nella etichetta.

 

INDICAZIONI FACOLTATIVE

 

  Tra le indicazioni facoltative che possono figurare sull'etichetta di un olio

  di cui all'articolo 1, paragrafo 1, quelle citate nel presente articolo sono

  soggette rispettivamente ai seguenti obblighi:

 

  a) l'indicazione "prima spremitura a freddo" è riservata agli oli d'oliva

  vergini o extra vergini ottenuti a meno di 27 °C con una prima spremitura

  meccanica della pasta d'olive, con un sistema di estrazione di tipo

  tradizionale con presse idrauliche;

 

  b) l'indicazione "estratto a freddo" è riservata agli oli d'oliva vergini o

  extra vergini ottenuti a meno di 27 °C con un processo di percolazione o

  centrifugazione della pasta d'olive;

 

  c) le indicazioni delle caratteristiche organolettiche possono figurare,

  esclusivamente se sono basate sui risultati di un metodo d'analisi previsto

  dal regolamento (CEE) n. 2568/91;

 

  d) l'indicazione dell'acidità o dell'acidità massima può figurare unicamente

  se accompagnata dalla menzione, in caratteri delle stesse dimensioni e nello

  stesso campo visivo, dell'indice dei perossidi, del tenore in cere e

  dell'assorbimento nell'ultravioletto, stabiliti a norma del regolamento (CE)

  n. 2568/91.

 

 Se è riportata nell'etichetta, al di fuori della lista degli ingredienti, la presenza di oli extravergini di oliva e di oli  vergini di oliva, in una miscela di olio

  d'oliva e di altri oli vegetali, attraverso termini, immagini o simboli

  grafici, la denominazione di vendita della miscela in questione è la seguente:

  "Miscela di oli vegetali (o nomi specifici degli oli vegetali) e di olio

  d'oliva", seguita immediatamente dall'indicazione della percentuale di olio

  d'oliva nella miscela.

  La presenza dell'olio d'oliva può essere indicata nell'etichetta delle miscele

  di cui al primo comma attraverso immagini o simboli grafici unicamente se la

  percentuale di olio d'oliva è superiore al 50%.

 

   Ad eccezione dei casi previsti dai regolamenti specifici relativi a taluni

  prodotti contenenti olio d'oliva, se è riportata nell'etichetta, al di fuori

  della lista degli ingredienti, la presenza di olio d'oliva in un prodotto

  alimentare diverso da quelli indicati sopra, attraverso termini,

  immagini o simboli grafici, la denominazione di vendita del prodotto

  alimentare è seguita direttamente dall'indicazione della percentuale di olio

  d'oliva aggiunto, rispetto al peso netto totale del prodotto alimentare.

 

  L'indicazione della percentuale di olio di oliva aggiunto rispetto al peso

  netto totale del prodotto alimentare può essere sostituita dalla percentuale

  di olio d'oliva aggiunto rispetto al peso totale delle materie grasse, con

  l'aggiunta dell'indicazione: "percentuale di materie grasse".

  3. In caso di presenza di olio di sansa d'oliva, si applicano mutatis mutandis

  le regole sopra indicate, sostituendo i termini "olio d'oliva" con i termini "olio di

  sansa di oliva".

Parte seconda  norme in materia commercializzazione dell’olio;

 

 

La disposizione sulla commercializzazione dell’olio d’oliva, intervengono pesantemente nella  tradizionale conduzione del frantoio, esse infatti stabiliscono:

 

  “Gli oli di cui all'articolo 1, paragrafo 1, sono presentati al consumatore finale preimballati in imballaggi della capacità massima di cinque litri. Tali  imballaggi sono provvisti di un sistema di chiusura che perde la sua integrità dopo la prima utilizzazione e recano un'etichettatura conforme alle disposizioni di cui agli articoli da 3 a 6.

  Tuttavia, per gli oli destinati al consumo in ristoranti, ospedali, mense o altre collettività simili, gli Stati membri possono fissare una capacità massima degli imballaggi superiore a cinque litri, in funzione del tipo di  stabilimento di cui trattasi.”

 

Con questa disposizione, per il rinvio della quale la nostra associazione ha gia iniziato una battaglia, viene posta una ulteriore barriera  alla vendita dell’olio all’interno dei frantoi. 

 

       In  tutti i frantoi, molto olio extravergine di oliva, viene venduto al consumatore finale,  durante la campagna di molitura con soddisfazione dei produttori, dei frantoiani ma soprattutto con soddisfazione del cliente che vede l’olio sgorgare dal separatore  riempiendo il   proprio recipiente, molte spesso contenitori in acciaio inox della capacità da 20 a 100 litri, con la sicurezza della genuinità assoluta del prodotto.

 

    La disposizione in commento del reg. CEE, nella parte  in cui stabilisce in 5 litri  la capacità massima degli imballaggi  rischio di rompere gli equilibri commerciali fino ad ora raggiunti.

 

    Infatti per il consumatore finale, abituato ad approvvigionarsi del suo fabbisogno di olio per l’intera annata,  dovrà essere consegnato il prodotto in vari recipienti da 5 litri, con aggravio dei costi di imballaggio e con successivo maggior costo per i comuni  per le operazioni di smaltimento.

 

     Infatti per rispettare questa normativa,  il produttore, o il frantoio per esso, dovrà preventivamente dotarsi di un congruo numero di contenitori, per commercializzare il prodotto, e i comuni avranno l’onere di smaltire detti imballaggi dopo che l’utente finale finito il prodotto li avrà gettati nei cassonetti per i rifiuti.

 

      Si rende, a nostro avviso,  necessaria una interpretazione a livello nazionale, che consenta, la commercializzazione, nel solo luogo di produzione (frantoio),  dell’olio extravergine di oliva e dell’olio vergine di oliva,  preimballati in  contenitori con capacità  fino a 100 litri.

 

      Si resta in attesa di conoscere il parere dei  frantoiani sulla  normativa e su una eventuale battaglia da intraprendere in tal senso a mezzo fax  al nr. 0575-20098   o per posta elettronica all’indirizzo: frantoiani@frantoiani.it  ovvero tramite internet al sito www.frantoiani.it   “FORUM”   ovvero per posta ordinaria. 

 

                    NOTIZIE DI CARATTERE SINDACALE

 

Si comunica che il giorno 11 Settembre 2002  in Bari  nell’ambito della Fiera del Levante  alle ore 15,30 si terrà un convegno della nostra associazione con l’intento di discutere anche di questi problemi.

 

     Al convegno al quale parteciperanno   tutti gli organismi coinvolti nelle problematiche della categoria è prevista anche la partecipazione del Ministro per le Politiche Agricole Gianni Alemanno  al quale  verranno   presentate le richieste dei frantoiani.

 

      Questa Associazione stà  organizzando  un pulman  per raggiungere la suddetta località  nei giorni  10 /  11  o 11/12  ( a seconda della disponibilità dei posti in albergo)  per la partecipazione al convegno.

 

      I frantoiani interessati  sono pregati di prenotarsi per fax  allo 0575-20098,  per E-MAIL  a   frantoioni@frantoiani.it  o lasciando un messaggio  alle segreteria  dello studio Milighetti e Pierini di Arezzo  ai numeri tel.  O575-26296/28203.

       Il costo sarà suddiviso fra tutti i partecipanti

       Per gli accompagnatori, (mogli, figli, ecc. ) sono previste  escursioni  ad Alberobello e alle grotte di Castellana) 

 

      Il pulman verrà organizzata al raggiungimento minimo di  35 partecipanti,

 

 

SI RICORDA CHE NEL SITO DELL’ASSOCIAZIONE

 

www.frantoiani.it

 

 

e’  possibile  leggere e scaricare il testo integrale della normativa commentata

 

 

   cordiali saluti 

 


                                                                Il Presidente

                                                        (Rag. Giuseppe Milighetti )